Song settings for a bass player

Chi scriveva che un copy deve cavarsela bene anche con la grafica, aveva ragione.
Arriva quel momento che – ti piaccia o no – le parole devono stare bene in un ambiente che… te lo devi fare tu.
E peggio ancora, arriva quel momento che le parole non servono.

Ed ecco che mi sono trovata a costruire uno schema, molto semplice e facile da fotocopiare, dell’attuale corredo elettronico di un bassista. Un bassista a caso, ovviamente, quello più pignolo e autorevole che conosca (ma paradossalmente, è anche il più adorabile).
La mia opera d’arte consiste in un A4 b/n con la stilizzazione di testata preamp e quattro pedali. Ogni controllo degli apparecchi è simboleggiato da un cerchietto, come se fossero le reali manopole.
In questo modo, il musicista ha una valida struttura alla mano che rappresenta tutto il suo armamentario elettronico, dove può appuntare con la matita di volta in volta le impostazioni per ogni canzone.
Uno strumento utile se un professionista deve cambiare settaggi sonori per ogni brano, e magari si trova a registrare o ad eseguire in studio o dal vivo un numero importante di canzoni. D’altronde, lo sappiamo tutti, che i musicisti sono sbadati e sempre distratti, per cui ricordarsi già 5 impostazioni diverse è per loro un po’ come essere affetti dalla sindrome di Asperger.

Insomma, cari musicisti in lettura, sappiate che da ora in poi posso aiutare anche voi, razionalizzando e semplificando il vostro lavoro quotidiano!

Premio Città di Barletta

La Penna Blu Edizioni è lieta di comunicarmi che il mio racconto Le Nozze Rosse si è classificato tra i primi dieci alla seconda edizione del Premio Letterario Internazionale “Città di Barletta”, pertanto verrà inserito nella relativa antologia.

La classifica ufficiale sarà resa pubblica durante la cerimonia di premiazione, che avrà luogo Sabato 18 Settembre 2010 alle ore 19:00 nella splendida cornice di Piazza d’Armi del Castello Svevo di Barletta.

Quindi, cari amici pugliesi che mi leggete, siete formalmente invitati anche voi!

L’influenza araba nella commedia dantesca su I Misteri di Hera

Il numero monografico di aprile de I Misteri di Hera è dedicato a Dante Alighieri, il Sommo Poeta italiano.

E dopo tutti i magoni che mi ha fatto passare Dante al liceo potevo non metterci il mio zampino?

L’influenza araba nella commedia dantesca è un articolo che ho scritto grazie al prezioso suggerimento del mio uomo: ma è vero che Dante ha copiato dagli arabi? Ho fatto un po’ di ricerche, e la risposta è tanto soprendente quando affascinante.

Buona lettura a tutti quelli che si fionderanno a pagina 78!

I professionisti dell’università

Sono una percentuale esigua degli iscritti, in netta minoranza e sempre più rari: sono i lavoratori studenti, ossia i professionistiimpiegati, dipendenti o piccoli imprenditori – che lavorano stabilmente e che decidono di iscriversi allʼuniversità per conseguire una laurea. La differenza principale tra essi e lʼimponente esercito degli studenti lavoratori consiste nel rapporto tra il denaro,occupazione e lo studio: se i giovani studenti trovano un lavoro per poter fronteggiare le spese della vita universitaria, i lavoratori studenti si iscrivono agli atenei perchè hanno la possibilità economica ideale che consente loro di conseguire un altro titolo di studio.
Non essendoci statistiche ufficiali aggiornate riguardo questa categoria di universitari, ne abbiamo tracciato un sommario profilo facendo un giro per alcuni atenei.

Il lavoratore studente è in genere donna, di età compresa tra i 35 e i 45 anni; battagliero, tenace e motivato, predilige la materie umanistiche, dato che le facoltà scientifiche sottraggono in genere molto più tempo per lo studio teorico e pratico, necessitando spesso e tassativamente della frequenza in aula.

Le motivazioni che spingono un lavoratore a iscriversi (o reiscriversi) allʼuniversità sono principalmente tre: possibilità di carriera, equiparazione di un titolo precedentemente conseguito e mero hobby.

Giorgia, iscritta al corso triennale di Sociologia a La Sapienza, dice: “Ho vinto un concorso alle Poste a ventiquattro anni; adesso che ne ho trentotto vorrei avanzare di grado e fare carriera, e il requisito minimo è la laurea. Così ho deciso di iscrivermi a sociologia.”

Patrizia, caposala presso il San Francesco di Nuoro, spiega perchè si è iscritta a Infermieristica a Sassari: “Trentʼanni fa non cʼerano le lauree di Infermieristica, ma la Scuola Infermieri. Sostenendo gli esami allʼuniversità, il mio titolo viene equiparato ad una laurea vera e propria.”
Fabio, dipendente di una ditta, motiva così la sua recente laurea in Lettere presso il polo di Padova: “Grazie a Dio posso permettermi di pagare la retta dellʼuniversità, e mi sono tolto uno sfizio; imparare non nuoce mai, e tiene giovane la mente!”

Sebbene la crisi economica abbia tarpato le ali a molti di loro, gli intervistati assicurano che ci sono molti più pro che contro allʼiscrizione allʼuniversità per i lavoratori studenti: aspettiamo un riscontro sulla questione da voi lettori.

Convegno Ichnusa a Decimomannu

Il prossimo primo novembre presenzierò come relatrice al convegno Ichnusa, Viaggio nel Passato organizzato dall’Apat Sardegna in collaborazione con l’associazione culturale Athenaium 2000 e il comnune di Decimomannu (CA).

Giunto alla quinta edizione, il convegno – che ogni anno sceglie una location diversa della nostra splendida isola – tratterà tematiche legate alla Sardegna archeologica, alle tradizioni e ai riti popolari.

Oltre me, interverrà anche la mia collega e amica Anna Lisa Cuccui, che presenterà il libro scritto con la madre, S’arremediu antigu.
Il mio intervento si concentrerà sulla figura nebulosa de s’Accabadora, come anticipazione del mio secondo libro di prossima uscita.

Per gli interessati, il convegno inizierà alle ore 15.30 presso il Centro Sociale di Deciomannu.

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