Scoop e rugby: anche io ho fatto meta!

Scrivere credo che sia la cosa più bella del mondo, insieme a correre.
E quando alla passione e al piacere si affiancano le soddisfazioni e gli attestati di stima dei colleghi e amici, ti chiedi quali altre cose splendide ti possa regalare il mondo della penna (e della tastiera).

La bella news stavolta è arrivata da Rugby 1823: il mio pezzo sui biglietti falsi per il mondiale ovale della Nuova Zelanda – datato 25 gennaio – si è rivelato uno scoop. Infatti solo oggi, 7 febbraio, le agenzie di stampa italiane hanno battuto la notizia.

Insomma, ho dato una pista di 13 giorni ai giornali dello stivale!

Per questo, devo un grande ringraziamento a Duccio Fumero, che mi ospita spesso sul suo blog di informazione e mi dà la possibilità di mettere nel mio baule dei tesori un’altra gratificazione… Grazie!

L’antica arte dello Shu

La ricerca di nuove soluzioni armoniche e gli esperimenti sonori sono da sempre elementi chiave nella carta d’identità di Leonardo Barilaro, giovane musicista con al suo attivo altri due album, Nugae e Hagakure più il mini EP Ejecta; nel suo ultimo lavoro, Shu, le caratteristiche peculiari della musica del pianista veneto si esprimono nella loro piena maturità stilistica.

Shu Bracelet. Photo by Mirra Venturi

L’ideogramma Shu nell’antica Cina veniva usato per esprimere arte, mistero e processo, e proprio in quest’ordine la musica di Leonardo Barilaro si declina, con tratti immaginifici e originali.

Come i precedenti lavori, la produzione di Shu si caratterizza per non essere una musica propriamente da iPod: come la colonna sonora di un horror alla Dario Argento, i momenti di calma apparente e di tensione ritmica si alternano incessanti; le placide atmosfere divengono gap sonori, in un inseguirsi di soluzioni estemporanee.

A simboleggiare la natura universale del linguaggio sonoro, l’introspezione di Leonardo in questo full lenght di 34 minuti apre la porta alle più svariate letture: durante le nove tracce si incontrano gli elementi della natura, la lotta contro il tempo che rende l’uomo moderno schiavo degli eventi, la danza delle note alla ricerca delle più ipnotiche dissonanze.

Come in un gioco dove vince chi indovina tutti gli strumenti usati da Leonardo per creare la sua musica, si scoprono rumori e suoni di tutti i giorni: dal carrillon ai segnali del cellulare, al traffico stradale, passando per citofoni che suonano e portoni che si aprono, per poi richiudersi dietro l’ascoltatore.

Il messaggio sembra chiaro nella traccia più lunga dell’album, Root, il cui titolo parla da solo: la radice della musica è nella vita quotidiana, madre della cultura che culla le armonie e plasma il futuro.

Ma il futuro, con Shu, è già arrivato: l’album è infatti pensato per poter essere portato ovunque, attraverso un braccialetto in cui è racchiuso un supporto USB; per ascoltare Shu basta togliersi il braccialetto dal polso e inserirlo in un lettore multimediale con un’entrata USB.

La tecnologia come parte imprescindibile della nostra vita, quindi, ma anche uno strumento non onnipotente, e la traccia numero due – In the Cracks between the Piano Keys- sembra esprimerlo con un’ammonizione: la musica sarà sempre l’unica cosa che le macchine potranno riprodurre, ma che non riusciranno mai a creare.

Shu – di Leonardo Barilaro

00 – The Lost Mariner

01 – Test200410

02 – In the Cracks between the Piano Keys

03 – Kaosmosi

04 – Tempus Fugit

05 – Root

06 – Domus

07 – Boåte Ö musique inachevÇe

08 – Diorama Mirror

Trovate Leonardo Barilaro nei seguenti luoghi di internet:

Nullodiosinenota, il sito ufficiale del suo progetto

Facebook

MySpace

Profilo Facebook di ShuBracelet

Per ordinare il braccialetto di Shu – realizzato dal Cleo’s Studio di Iasmin Abou Shareb, scrivete a info@nullodiosinenota.com.

Corso di scrittura creativa

Con tutto quello che invento, riscrivo, creo e compongo potevo lasciarvi senza un corso di scrittura creativa?

Nessuno vi può insegnare a scrivere.
Ma è anche vero che macinando centinaia di pagine, leggendo tanto e sentendo pareri più o meno discordanti sul proprio operato si allestisce una discreta cassetta per gli attrezzi molto utile per risolvere problemi stilistici, di composizione e di… blocco dello scrittore. Non posso certo tenere tutta questa piccola esperienza per me e basta.

Ogni 5 settimane vi proporrò un argomento diverso, corredato di esercizi e spunti per rendere le vostre creature ancora più vive e appassionanti. Trucchi del mestiere, suggerimenti e cose-da-non-fare compresi.

Mi affiancano in questa avventura uno splendido staff di giovani scrittrici e affamate lettrici, che mettono a nostra disposizione il loro sito e forum.

Qual è la fregatura? A parte che probabilmente saprete già tutto quello che vi dico, nessuna! Il corso è totalmente gratuito.

Cosa aspettate a iscrivervi? Si accettano anche ritardatari!

12-13 SETTEMBRE, AL VIA GIOCAROMA 2009

giocaromaIl ritorno alla vita quotidiana dopo le vacanze estive risulta pesante e noioso? Niente paura! Le associazioni ludiche romane hanno pensato anche a questo, fissando al 12 e 13 settembre le date del GiocaRoma 2009, arrivato quest’anno alla sua sesta edizione.
Vista la grande affluenza ed il successo riscosso in questi anni, l’organizzazione della Con ha deciso di rinnovarsi ancora una volta, cercando spazi più grandi e più accoglienti. Infatti, ad ospitare l’evento sarà il grande palazzetto della Polisportiva comunale Tellene, in via Fabrizi 80 a Spinaceto, dove si potrà giocare dalle ore 10 alle 24 nella giornata di sabato, e dalle 10 alle 20 nella giornata di domenica.

Si prospetta una vera e propria maratona di giochi, dunque, nella quale verranno organizzati molti tornei, alcuni di carattere nazionale, come quello de I Coloni di Catan e di Bang!. Tra gli altri agoni, spiccano i bizzarri Gino Gino Pilotino e Pitchar, il classico intramontabile D&D e gli strategici Warhammer 40k e Warhammer Fantasy. I tornei ed alcuni giochi sono prenotabili anche online a questo indirizzo.

Tavoli, sedie e tanti giocatori coloreranno gli 850 metri quadrati del locale, dove sarà allestita una grandiosa e variegata ludoteca, che come al solito stupirà sia i giocatori più esperti, che i curiosi neofiti.
Un occhio di riguardo è stato dato ai giochi di ruolo, che avranno diversi piccoli ambienti a parte, per permettere ai giocatori di non distrarsi nelle loro funamboliche missioni.
E se il tempo ed il sole saranno dalla parte del gioco, all’esterno un ampio cortile aspetta di essere apparecchiato con boardgame e party games, o di diventare teatro di un avvincente GdR live: visto che il tema portante di quest’anno ha come titolo “1969-2009… E la luna giocò!”, non meravigliatevi di vedere qualche strano astronauta fluttuarvi intorno!

Per il secondo anno consecutivo, inoltre, è stato bandito il concorso fotografico Giochi di Luce, il cui tema è “Dimmi come giochi”; due premi in palio, quello della giuria e quello del pubblico, e sicuramente ne vedremo delle belle.

Anche quest’anno, ci sono tutti i numeri per un bell’evento all’insegna del divertimento e del gioco intelligente. Le associazioni organizzatrici, Reindeer Corporation, Ludico Imperio, Ars Ludica, Tana dei Goblin, Rill (Riflessi di Luce Lunare), Flyng Circus, Gilda Anacronisti, Laboratorio Ludico ed Elish, ce l’hanno messa tutta anche stavolta per rendere quest’evento un’occasione unica per diffondere la cultura ludica. “C’è anche un ampio parcheggio”, ha commentato qualcuno: un motivo in più per esserci e salutare l’estate nel modo più divertente possibile!

Google mind’s reader

Se c’è una cosa che mi piace fare il venerdì sera, o la domenica pomeriggio, è viaggiare.
E bastano davvero pochi click per avere il mondo in mano, saltare da un posto all’altro vedendo la Terra girare sul suo asse e portarti in posti meravigliosi. Certo, non è sicuramente la stessa cosa che visitare realmente gli angoli più reconditi del pianeta, ma di certo è meglio di trascorrere la serata a guardare i politici italiani insultarsi in una trasmissione random della  televisione di Stato.

Tutto questo è opera di un software intelligente e gratuito, nato qualche anno fa per mano degli illuminati programmatori dell’azienda Google.
Google Earth, a poch mesi dal suo lancio, conquistò, senza troppa pubblicità, una grandissima parte degli users internettiani e non, rendendosi un prodotto di cui difficilmente, dopo un primo approccio, si può fare a meno.
La formula magica di questo ottimo programma non è solo la buona grafica e la grande versatilità, ma soprattutto la varietà di informazioni, foto e documenti che si possono ottenere con un click.
Prestigiose società come National Geographic e Greenpace hanno messo a disposizione immagini e file che appaiono nel mappamondo virtuale sul proprio schermo, ovviamente tutto scaricabile online.
Per ogni sito archeologico, monumento o luogo naturalistico, vi è una pagina di Wikipedia visualizzabile e consultabile, così come sono a portata di tutti le foto e i vari contributi che ogni singolo cittadino può aggiungere a Google Earth volontariamente. In questo modo, mi sono trovata a sfogliare un piccolo album di immagini del lago Ontario scattate da un turista vi ha villeggiato, o a contemplare gli splendidi colori delle spiagge polinesiane immortalate per noi da un giovane fotografo, che in questo modo ha colto l’occasione per farsi un po’ di pubblicità.

Ed in questo Eden di imput e di informazioni, mentre vagavo dall’India a MachuPichu con gli occhi ben aperti e la mano ben salda sul mouse, ho pensato: “Ma io voglio vedere la fossa delle Marianne!”
Ovviamente il software mi ha portato in mezzo all’Oceano Pacifico, scaraventandomi in un mare di pixel blu, e nient’altro.
La mia mente ha così aggiunto mestamente alla frase di qui sopra: “Peccato che è un Google di terra, e non di mare”.

E voilà, dopo qualche giorno, come se mamma Google fosse l’occhio del Grande fratello, mi ritrovo a leggere del lancio di “Ocean in Google Earth”, l’ultima invenzione per nuotare negli abissi  marini dal proprio divano casalingo.
La corporation Jacques Custeau, la Bbc ed altri centri scientifici di studi biologici e marini supportano il software arricchendolo con speciali, dossier, immagini ad alta risoluzione e contenuti vari, tutti – al solito, ma lo ribadisco – scaricabili gratuitamente, come lestensione del programma stessa.

E, come è ormai è sempre più politica condivisa non solo da Google, ma anche dalla comunità scintifica internettiana, la scienza e la conoscenza si mettono a disposizione di tutti, permettendo ad ognuno di noi di accedere alle meraviglie nascoste che le terre e le acque ci riservano.

Insomma, al solito, la cara, amata Google legge nelle menti di tutti noi G-users, regalandoci un’altra delizia per il nostro palato mai satollo. Dopo un pionieristico motore di ricerca, una visionaria casella di posta, una mappa di strade sempre pronta alla consultazione, un contenitore incontenibile di documenti, video e foto, uno spazio dove raccogliere i propri link preferiti e leggere gli articoli pescati da ogni parte del web e chissà ancora che mi sono dimenticata di elencare (e il telefonino firmato Google l’ho scordato apposta), il colosso statunitense ci sorprende ancora.
E se qualcuno osasse pensare che questo contributo sia una mera pubblicità a Google, beh, questo qualcuno ha pensato malignamente bene.

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