I professionisti dell’università
febbraio 18, 2010 Lascia un commento
Sono una pe
rcentuale esigua degli iscritti, in netta minoranza e sempre più rari: sono i lavoratori studenti, ossia i professionisti – impiegati, dipendenti o piccoli imprenditori – che lavorano stabilmente e che decidono di iscriversi allʼuniversità per conseguire una laurea. La differenza principale tra essi e lʼimponente esercito degli studenti lavoratori consiste nel rapporto tra il denaro, lʼoccupazione e lo studio: se i giovani studenti trovano un lavoro per poter fronteggiare le spese della vita universitaria, i lavoratori studenti si iscrivono agli atenei perchè hanno la possibilità economica ideale che consente loro di conseguire un altro titolo di studio.
Non essendoci statistiche ufficiali aggiornate riguardo questa categoria di universitari, ne abbiamo tracciato un sommario profilo facendo un giro per alcuni atenei.
Il lavoratore studente è in genere donna, di età compresa tra i 35 e i 45 anni; battagliero, tenace e motivato, predilige la materie umanistiche, dato che le facoltà scientifiche sottraggono in genere molto più tempo per lo studio teorico e pratico, necessitando spesso e tassativamente della frequenza in aula.
Le motivazioni che spingono un lavoratore a iscriversi (o reiscriversi) allʼuniversità sono principalmente tre: possibilità di carriera, equiparazione di un titolo precedentemente conseguito e mero hobby.
Giorgia, iscritta al corso triennale di Sociologia a La Sapienza, dice: “Ho vinto un concorso alle Poste a ventiquattro anni; adesso che ne ho trentotto vorrei avanzare di grado e fare carriera, e il requisito minimo è la laurea. Così ho deciso di iscrivermi a sociologia.”
Patrizia, caposala presso il San Francesco di Nuoro, spiega perchè si è iscritta a Infermieristica a Sassari: “Trentʼanni fa non cʼerano le lauree di Infermieristica, ma la Scuola Infermieri. Sostenendo gli esami allʼuniversità, il mio titolo viene equiparato ad una laurea vera e propria.”
Fabio, dipendente di una ditta, motiva così la sua recente laurea in Lettere presso il polo di Padova: “Grazie a Dio posso permettermi di pagare la retta dellʼuniversità, e mi sono tolto uno sfizio; imparare non nuoce mai, e tiene giovane la mente!”
Sebbene la crisi economica abbia tarpato le ali a molti di loro, gli intervistati assicurano che ci sono molti più pro che contro allʼiscrizione allʼuniversità per i lavoratori studenti: aspettiamo un riscontro sulla questione da voi lettori.





