Incontro-dibattito su s’Accabadora

Presentazione di Ritualità della Morte in Barbagia

Cari lettori,

che fate domenica 19 dicembre alle 19.00?
Qualunque cosa voi facciate, fiondatevi al Trittico Ironico di Nuoro, in Viale Sardegna 37!
Cosa succede?
Ci sarà la presentazione di Ritualità della Morte in Barbagia, ovviamente con la sottoscritta presente e pronta a dire una valanga di cose interessanti sull’argomento… e a risvegliare la vostra passione per le arcane tradizioni isolane.
Io ci sarò, e voi? Suvvia, anche se è domenica le partite sono già terminate!

Vi aspettiamo!

Articolo su Ritualità della Morte

Ieri sul quotidiano La Nuova Sardegna è stato pubblicato un articolo che parla del mio secondo libro, Ritualità della Morte in Barbagia.

Spero che riusciate a leggerlo, anche se è scritto in piccolo!
Se invece le vostre retine non ce la fanno proprio, scaricate il file jpeg e ingranditelo usando il programma di visualizzazione di immagini del vostro pc o mac.

Buona lettura!

E’ uscito Ritualità della Morte in Barbagia!

Credevate che vi lasciassi sotto l’ombrellone senza un altro saggio tutto da leggere? Come avrei potuto mai?! No, ovviamente.

E’ arrivato ieri, fresco fresco di stampa Ritualità della Morte in Barbagia, un affresco sui riti funebri della mia amata terra.
No, non è noioso e sì, anche qui ho condito le mie interessanti argomentazioni con interviste e battute divertenti degli intervistati.

Cosa è cambiato del rito funebre ai giorni nostri?
Cosa si nasconde dietro l’arcana tradizione dei fieri sardi, che continuano a celebrare la morte con ritualità plurisecolari?
Esiste e agisce ancora s’Accabadora, la donna che uccideva i moribondi?
Chi sono le Panas?

Dunque venghino venghino, siori e siore! Il il libro è distribuito in tutta la Sardegna (e non solo) ed è presente nelle librerie online.
Trovate maggiori info sul sito e sulla pagina Facebook di Zenìa Editrice… oppure chiedete alla sottoscritta: sarò molto felice di riempirvi di ciance!

S’Accabadora, azioni e rituali di una mitica figura.

gallery_15911_4_144~_markedNell’ambito dello studio dei riti funebri del nuorese, una delle figure ancora circondata dall’alone del mistero è quella de s’accabadora, una donna incaricata di porre fine alle sofferenze dei malati agonizzanti, uccidendoli.

Su questa donna si è tanto parlato e scritto, ma non vi sono concrete testimonianze della sua reale esistenza e del suo modus operandi: infatti, sembra che usasse un cuscino per soffocare i moribondi, oppure una mazzocca, una sorta di martelletto in legno, e che nessuno l’abbia mai vista agire con i propri occhi.
Moltissime leggende sono legate all’accabadora, che popola i racconti di numerosi avventurieri e studiosi, italiani e stranieri; in particolare, gli inglesi hanno costruito intorno a questa figura e ad altre usanze simili un’idea distorta della cultura sarda, dipingendola come rozza, trucida e barbara.
Sbugiardando queste teorie e correggendo inesattezze socioculturali, scopriamo come s’accabadora sia parte del patrimonio mitico dei costumi sardi, fluttuando tra sciamanesimo, magia, paganità ed alta perizia di alcune donne particolari, che nei paesi godevano di grande prestigio e stima per le loro virtù di curatrici ed ostetriche.

E così, come nella più squisita tradizione euro-mediterranea, la donna si ritaglia un ruolo di assoluto interesse nelle comunità a lignaggio prevalentemente maschile, nella quale era protagonista degli eventi più delicati della vita umana, dalla nascita fino alla morte. S’accabadora fa parte del retaggio popolare nel quale la donna magica non è considerata come una strega da inquisire e porre al rogo, ma al contrario una importante risorsa sociale da ricompensare secondo i dettami socio-economici preponderanti nelle società rurali.

Decretare l’effettiva esistenza o meno delle accabadoras nei centri isolani è una sfida per tutti gli etnologi ed appassionati di tradizioni perdute: alcune ipotesi confermano che le influenze coloniali avessero portato in Sardegna costumi affini a quello dell’accabadura, mentre la corrente ottocentesca, se da una parte istituisce la tendenza di creare tradizioni inventate, allo stesso tempo annulla con prove convincenti la possibilità che le accabadoras fossero state attive in epoca storica.
Chiamare s’accabadora al capezzale del moribondo costituiva la extrema ratio per mettere fine alle pene del poveretto; cercare di porre chiarezza sulla donna portatrice di morte ci permette quindi di aprire una finestra sull’insieme dei rituali legati al trapasso, carichi di forti componenti superstiziose fuse con la religiosità in una maniera assolutamente affascinante, riportandoci alla dimensione dell’antropologia della contemporaneità che ci rende protagonisti delle tradizioni del passato.

Questo è l’abstract che riguarda l’argomento che ho presentato lo scorso primo novembre al convegno Ichnusa Viaggio nel Passato, organizzato a Decimomannu da Apat Sardegna e Promo Sardegna, con la collaborazione dell’associazione culturale Athenaium 2000.

Sono inoltre intervenuti: Graziella Cuga e Anna Lisa Cuccui, che hanno spiegato chi sono le Fizzas de Luna; Mikkelj  Tzoroddu ha spiegato perchè i Fenici non sono mai esistiti, Giovaanni Cannella ha parlato delle pietre ciclopiche, mentre Pierluigi Montalbano ha concluso parlando della navigazione durante l’eta del Bronzo.

Se volete – e non ve ne pentirete – scaricate gli abstract in formato pdf dal sito della casa editrice Zenìa, che pubblicherà presto le memorie del convegno.

Convegno Ichnusa a Decimomannu

Il prossimo primo novembre presenzierò come relatrice al convegno Ichnusa, Viaggio nel Passato organizzato dall’Apat Sardegna in collaborazione con l’associazione culturale Athenaium 2000 e il comnune di Decimomannu (CA).

Giunto alla quinta edizione, il convegno – che ogni anno sceglie una location diversa della nostra splendida isola – tratterà tematiche legate alla Sardegna archeologica, alle tradizioni e ai riti popolari.

Oltre me, interverrà anche la mia collega e amica Anna Lisa Cuccui, che presenterà il libro scritto con la madre, S’arremediu antigu.
Il mio intervento si concentrerà sulla figura nebulosa de s’Accabadora, come anticipazione del mio secondo libro di prossima uscita.

Per gli interessati, il convegno inizierà alle ore 15.30 presso il Centro Sociale di Deciomannu.

E’ uscito The Live Side of Rock!

Dopo un anno di editing del testo, aggiunte ponderate, nuove foto e lotte per preservare gli amati punti e virgola dall’avvento delle virgole, arriva fresco di stampa The Live Side of Rock, il mio primo libro.

Amanti del rock, appassionati dei concerti, divoratori di saggi o semplici curiosi non potete perdere questa (semi) fatica letteraria firmata me!

Vi porterò nel cuore dei concerti rock e metal, accompagandovi nel suo divenire, dall’acquisto del biglietto al maliconico dopo concerto.
Scoprirete il mondo rituale, sacro e profano della musica dal vivo, vissuta diversamente a seconda della natura del concerto stesso. Il punto di vista del pubblico si incontra con quello della star-sciamano, con risultati incredibili.

Curiosi? E allora che aspettate ad acquistarlo? Lo trovate in tutte le migliori librerie (ma potete tranquillamente ordinarlo dal vosto libraio di fiducia!) e nelle principali librerie online.

Se poi ne volete sapere ancora di più, non vi resta che contattarmi!

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